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PIRAMIDE VINCENT 4215 m  

L'ascensione alla Piramide Vincent, per la via normale nord,  è una camminata di 2 ore e 30 su ghiacciaio e non presenta, in condizioni meteorologiche buone, alcuna difficoltà tecnica.

La cautela comunque non è mai troppa e, se non si possiede un minimo di dimestichezza con ramponi, piccozza e nodi, è consigliabile la presenza di persone esperte.

La montagna prende il nome da Johann Nicolas Vincent, direttore delle miniere di Indren che la salì per primo il 5 agosto 1819 insieme con Jacques Castel e alcuni minatori.

Accesso: testata della Valle di Gressoney in località Stafa dove si prende la funivia per il Passo dei Salati oppure da Alagna Valsesia con funivia fino alla punta Indren.

Pernottamento: Rifugio Mantova (3500 m) o Capanna Gnifetti (3647 m) (20 minuti più avanti).

Percorso: dal Passo dei Salati prendiamo, a lato della stazione della funivia, in direzione nord, un ripido sentiero sassoso che a svolte e rampe successive ci porta verso lo Stolemberg.

Il sentiero è ben evidente ed in alcuni tratti è anche attrezzato con corrimano di  corda o catena sicuramente utile  in caso di percorso innevato o ghiacciato.

Le condizioni meteo sono migliori della volta scorsa, quando siamo saliti alla Capanna Regina Margherita, ma non ci riesce di fare questo tratto, dai Salati al Mantova , con tempo buono.

Un cielo grigio e nuvole basse ci accompagnano per tutta la salita al rifugio.

Aggiriamo lo Stolemberg e risaliamo alla stazione della  funivia di Indren dove c'è una certa animazione di escursionisti provenienti da Alagna.

Facciamo una breve sosta quindi riprendiamo il tracciato che ci porta in breve al pianeggiante Ghiacciaio di Indren che, secondo gli anni può apparire come un immenso nevaio o come una superficie grigiastra incrinata da innumerevoli piccoli crepacci.

Qui nessuno in genere si lega, e non lo facciamo neppure noi, anche se vi sono  alcuni crepacci che occorre saltare  larghi intorno al metro e abbastanza profondi (foto 1)

Nell'ultimo tratto del ghiacciaio la traccia si divide.

L'itinerario a monte è più diretto, ma non l'ho mai fatto dato che mi sembra alquanto rischioso per la caduta di sassi smossi da coloro che sono più in alto.

L'itinerario a valle, finito il ghiacciaio  risale un facile costone roccioso quindi per nevai e per pietraie successive raggiunge e supera la rampa che conduce al Rifugio Mantova  dove arriviamo dopo poco più di un'ora dalla Funivia di Punta Indren.

Il cielo si è velocemente rasserenato, così, dopo aver preso posto al rifugio Mantova decidiamo di salire alla Capanna Gnifetti (foto 2).

Dal Mantova ci avviamo a sinistra e, raggiunto il ghiacciaio di Garstelet lo affrontiamo con un dolce pendio e con un lungo diagonale da destra a sinistra.

Da una piccola elevazione rocciosa, appena amonte della Gnifetti, ammiriamo il ghiacciaio del Lys eccezionalmente crepacciato a causa del caldo di quest'anno (foto 3).

Ritorniamo al Mantova e ci godiamo il tiepido tramonto sulla Vincent (foto 4).

La notte è limpida e stellata e per domani si preannuncia una giornata blu.  

Sveglia all'alba ma non così presto come per gli alpinisti diretti alla Capanna Margherita o ad altre mete più lontane come il Lyskamm o la Dufour.

Come ieri  ci portiamo sul ghiacciaio e risaliamo fin quasi alla Gnifetti: La Vincent ci saluta nel cielo limpido del mattino (foto 5).

Il percorso prevede la salita di parte del Ghiacciaio del Lys che nel tratto a monte della Capanna Gnifetti presenta Crepacci di notevoli dimensioni.

Nonostante il caldo di questa stagione il loro attraversamento non pone problemi anche se alcuni ponti di neve non sembrano a prova di bomba e ci impongono attenzione.

La prima parte della via è in comune con quella per la Capanna Regina Margherita, molto frequentata e la traccia più che un sentiero sembra una pista dei bisonti.

Giunti quasi all'altezza dell'elevazione del Balmenhorn sul quale sono posti la statua del Cristo delle Vette e il bivacco Giordani. giriamo verso sud in direzione del Colle Vincent.

Non attacchiamo direttamente la salita in quanto (foto 8) la via più diretta impone di passare sopra crepacci piuttosto ampi e con il caldo di quest'anno è meglio stare alla larga.

Seguiamo la traccia più esile visibile a sinistra e arriviamo felicemente in vetta (foto 9)

Da qui lo spettacolo è meraviglioso e le foto 6, 7, 10 e 11 danno solo una vaga idea.

Scendiamo nell'ampia insellatura per la via di appena fatta e risaliamo al Balmenhorn che vedevamo dall'alto poco prima (foto 7).

Da qui possiamo vedere bene le tracce di salita alla Vincent (foto 8) e ammirare più da vicino il Corno Nero (foto 12).

Ritorniamo al Mantova per il pranzo e poi, nel pomeriggio riguadagnamo la funivia del Passo dei Salati non senza qualche mugugno per la risalita del solito ingombrante costone dello Stolemberg.

 

 

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