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Oratorio del Beato Emerico e alpeggi di Villesainte

A pochi chilometri da Aosta, in una zona riparata e ben esposta al sole sorge l'imponente complesso del castello di Quart (foto 1), punto di partenza dell'escursione descritta.

Che il sito sia stato in tempi remoti apprezzato per le miti condizioni climatiche, sembra ricordarcelo il nome dato alla montagna che chiude a nord la conca alle spalle del castello: Tsaat à l'Etsena che in patois significa caldo alla schiena.

La gita si addice a quei periodi, tardo autunno o primavera, in cui la neve impedisce di raggiungere quote elevate senza sci o racchette.

Il sentiero, ben tracciato,  parte a monte del castello e si innalza a tornanti in un rado bosco di pini, ginepri e roverelle.

Attenzione a imboccare il sentiero che passa di fronte alla casa della foto 2 non l'invitante mulattiera che sale costeggiando il torrente.(foto 3)

Alcuni tabelloni e targhe esplicative ci invitano a fermarci e riconoscere le principali piante ed a individuare alcune coppelle celtiche scavate in un masso al bordo del sentiero.

Un pannello ci informa che le costruzioni diroccate sul versante orografico destro del torrente erano adibite nel XVII° e XVIII° secolo alla  lavorazione del minerale di rame proveniente dalle miniere di Ollomont in Valpelline.

Dal sentiero è visibile un piccolo canale(ru) parzialmente scavato nella ripida  parete di roccia che parrebbe avere funzione di alimentazione idrica per la piccola officina.

La salita alla cappelletta oratorio richiede poco più di un'ora per un dislivello di circa 380 m. (foto 4)

A circa metà percorso occorre prestare attenzione ad un bivio non segnalato.

Con tutti i tabelloni e le targhe disseminate sul percorso, una tacca  di vernice non avrebbe stonato.

Prendere  il ramo di sinistra che sale e tralasciare quello di destra che non prende quota e porta ad una balza rocciosa poco distante.

La zona in cui è situato il piccolo oratorio è veramente suggestiva e pittoresca.(foto 6)

Qui, narra la leggenda, veniva a pregare e meditare il Beato Emerico sul quale ho raccolto qualche informazione che ho riportato alla fine per i più curiosi.

Un altare in pietra, situato al alcuni metri dalla cappelletta,  completa l'arredo sacro.

Per attività meno ascetiche, leggi pic nic, è stata allestita un'apposita area dotata di panche e tavoli, ben mimetizzati dal  vicino boschetto.

Il Panorama che si apre durante la salita(foto 5) è già molto ampio e soddisfacente, ma per avere una visione più completa è meglio proseguire su di una strada sterrata che si inoltra nel bosco, per un brevissimo tratto verso est quindi in direzione di un gruppetto di baite, Valsainte, che appaiono arroccate sul costone e si possono raggiungere in circa mezz'ora.

Il bosco diviene più rado(foto 7 e 8) e lo sguardo spazia dalla zona Chalignes Fallère, alla Piana di Aosta (foto 9) dominata dal massiccio del Rutor, alla Grivola e poi a sud, più vicini,  la Becca di Nona, l'Emilus e l'aguzza Becca di Salé.

La Tersiva e le Dames de Challant chiudono il giro verso est.

Se si è fatto lo sforzo di salire alle baite, è consigliabile  proseguire sulla poderale in direzione del monumento al Partigiano di Avisod.

Giunti in vista del monumento, seguire la poderale in leggera discesa fino ad un bivio.

Proseguendo diritto si raggiunge il villaggio e il monumento.

Imboccando la diramazione di sinistra che svolta come tornante, si ritorna, salendo nel bosco, a monte delle baite e, la quota raggiunta, ci consente, arrivati in un panoramico curvone, di vedere il Monte Bianco.

Per ritornare  bisogna ripercorrere la strada fatta in salita in quanto alcune balze rocciose rendono disagevole  scendere all'Oratorio in modo più diretto.

Un vecchio sentiero che scendeva l'erto costone roccioso è stato sepolto da una frana ed è ancora in parte visibile nella pietraia a monte dell'Oratorio.

Qualche informazione sul Beato Emerico di Quart.

Nacque intorno al 1250 nel castello di famiglia a Quart e ben  rivelò  grande bontà d'animo, acuta intelligenza e incrollabile forza morale.

Studiò Teologia all'Università di Torino dove conseguì il titolo di Dottore.

Tornato a Quart condusse una vita ascetica ritirandosi spesso in luoghi appartati della collina per dedicarsi alla preghiera, alla contemplazione e alla penitenza.

Stimatissimo dai suoi contemporanei di ogni ceto, nel 1301 fu consacratoVescovo di Aosta  dal Vescovo di Vercelli Aimone di Challant .

Esercitò la sua funzione in modo molto attivo non solo dal punto di vista spirituale ma anche da quello materiale aiutando i poveri e combattendo le ingiustizie.

A lui si deve la costruzione di numerose chiese valdostane.

Gli vengono attribuite svariate guarigioni miracolose e la sua bontà lo ha fatto prevalentemente invocare dai fedeli come protettore dei bambini.

Morì nel 1313 e fu sepolto in Cattedrale ad Aosta.