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ATTREZZATURA Manuale Dato che non ho la fortuna di conoscere persone esperte e disponibili, mi aggrappo disperatamente ad alcuni manuali (foto 1): - AEROGRAFO di Peter Owen e Jane Rollason Fabbri Editori - AEROGRAFO GRADUALE di Radu Vero IKON Edizioni - EFFETTI METALLICI di Judy Martin ARMENIA Editore - MASCHERE di Judy Martin ARMENIA Editore L'airbrush o aerografo Ho acquistato un attrezzo di qualità decente, a doppio effetto, cioè che consente una regolazione separata del flusso d'aria e della quantità di colore (foto 2) Micro pistola a spruzzo Per evitare di utilizzare l'aerografo per lavori grossolani e con vernici non a base d'acqua, tipo stesura di fondi su caschi o lamiere, applicazione di protettivi trasparenti finali, ho acquistato una piccola pistola ausiliaria di basso costo a semplice effetto e con serbatoio più grande (foto 3) Se si dipinge solo su carta questo attrezzo non serve in quanto il fissativo finale è venduto in bombolette spray. Cutter Una piccolo cutter ben affilato è indispensabile per tagliare con sicurezza e precisione la carta adesiva con cui si fanno le maschere (foto 4). Compasso Dato che uno dei soggetti più semplici e di effetto è la sfera, mi sono subito dotato di un compasso per aerografo e ho adattato la testa di un vecchio cutter ad un balustrino per le circonferenze di grandi dimensioni (foto 5). Compressore Per ultimo ho lasciato il compressore che è un elemento alquanto costoso. Soluzioni come bombole o camere d'aria gonfiate sono a mio parere soddisfacenti solo se si devono spruzzare piccole quantità di colore. Per prendere un pò di mano bisogna invece spruzzare in quantità "industriali" e la riserva d'aria va subito alla fine. Le soluzioni di cui sopra non garantiscono inoltre la stabilità della pressione di alimentazione. Per fare economia, ho pensato di utilizzare qualcosa di facilmente reperibile: un compressore prelevato da un vecchio frigorifero. Con alcuni accorgimenti ho ottenuto buoni risultati Innanzi tutto è d'obbligo smontare il frigorifero all'aperto in quanto se contenesse ancora gas è salutare che questo non fluisca in ambiente chiuso. Bisogna poi maneggiare il compressorino senza capovolgerlo per non perdere l'olio che contiene, indispensabile al suo buon funzionamento. Ho fissato il compressorino su di una piastra in plastica (di legno va benissimo) dotata di piedini in gomma che smorzino le vibrazioni (foto 6). Individuati i terminali di alimentazione nella morsettiera, ho inserito sul cavo di alimentazione un interruttore che consenta di accendere e spegnere il compressore (foto 6). I compressori da frigo sono già dotati di un dispositivo automatco di arresto in caso di surriscaldamento. Sulla linea di alimentazione elettrica ho poi inserito un normale pressostato da aria compressa, dotato di manometro, reperito presso una ferramenta che tratta materiale pneumatico (foto 7). A questo punto, avviato il compressore, ho individuato il tubetto di mandata e quello di aspirazione dell'aria. Dato che questi compressori lavorano a bagno d'olio, è indispensabile filtrare l'aria che entra e che esce. Ho perciò inserito due filtrini a carta da benzina auto sulla linea di aspirazione e di mandata (foto 8). Regolazione della pressione Per avere una buona stabilità della pressione ed evitare che il compressore, comandato dal pressostato, si avvii e si arresti in continuazione, ho aggiunto un serbatoio che faccia da polmone. Per sicurezza ho utilizzato una bombola da cinque litri del gas, tipo campeggio (foto 9). Un piccolo regolatore di pressione, con separatore di condensa e manometro, è montato su di un supporto da tenere presso il piano di lavoro e consente di regolare la pressione in modo preciso tra 1,5 e 2,5 bar (foto 10). Sembra complicato ma andate a chiedere quanto costa un compressore per aerografo, tra l'altro molto simile a quello da frigo, e la voglia di far da sè aumenterà in un lampo.
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