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TZA' de la COMBA 2285 m 29 febbraio 2004 Località
di partenza : Thouraz (1654 m) Dislivello:
633 m. Tempo di salita: 2 ore e 30' Difficoltà : E Facile |
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Importante: questa escursione, molto facile, non deve essere fatta prima di inizio marzo e deve essere evitata dopo abbondanti nevicate specie se seguite da forti venti. La poderale è infatti soggetta a piccole slavine nei primi due chilometri e nel tratto tra gli alpeggi di Morgnoz e Chaz a Morgnoz. Le gite con racchette da neve presentano molto spesso la stessa tipologia di rischio da valanga delle gite scialpinistiche con l'aggravante che la velocità di attraversamento di zone pericolose avviene in tempi molto più lunghi e sollecitando molto di più il manto nevoso rispetto allo sci. E' assolutamente indispensabile, perciò, consultare sempre il bollettino valanghe e rinunciare in caso di pericolo superiore a 2. E' inoltre necessaria la dotazione di ARVA,radio o telefonino, pala, sonda e pila per l'autosoccorso. In ultimo, ma non meno importante, non intraprendere mai escursioni da soli. |
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LA GITA Risalire da Sarre a Ville sur Sarre quindi a Thouraz (1654 m) Lasciare la vettura poco prima del villaggio, dove la strada asfaltata fa un tornante a destra ed inizia la poderale sterrata che conduce a nord ovest verso il Mont Fallère. Seguire la strada che fa due tornanti ravvicinati , evitabili da una breve scorciatoia, e pervenire dopo circa 2 Km ad una palina segnaletica. Il sentiero indicato, dopo un breve tratto parallelo alla poderale, risale decisamente il costone e, transitando nei pressi di radi pini, sotto ad evidenti roccioni, raggiunge gli alpeggi di Morgnoz (2052 m) Proseguire, seguendo la bella poderale in direzione ovest e dirigersi verso l'alpeggio Chaz a Morgnoz (2271 m) Lasciato l'alpeggio a destra risalire verso sud ovest i facili pendii fino al punto più alto dove è stata posta, su di un masso, una targa commemorativa delle vittime della grande valanga del Fallère dell'11 gennaio 2003. Proseguire ancora fin dove sono visibili due croci in legno sistemate su rilievi nella zona centrale del vallone. Il cocuzzolo più ad ovest, caratterizzato oltre che dalla croce da alcuni alberi, rappresenta la meta: Tzà de la Comba. Per i più volonterosi è consigliabile raggiungere la quota 2348 facilmente individuabile a destra della boscosa Becca France. Scendere allora il pendio verso sud e risalire l'ampio crestone con largo giro in senso antiorario fino alla vetta. Ritorno Scendere sulla destra del vallone principale e passare sotto le pendici della quota 2348 e della Becca France fino agli alpeggi di Comba dove si può sostare su comode panche in legno. Dagli alpeggi dirigersi al ponticello sul torrente Clusellaz e riguadagnare la poderale che in pochi tornanti ci riporta alla palina segnaletica seguita all'andata e quindi alla vettura. Ovviamente anche la salita può essere fatta lungo la via descritta per il ritorno. L'anello è comunque più vario, e, anche se più lungo, è meno faticoso in quanto la neve sul versante esposto al sole è più assestata e compatta e permette di non sprofondare come invece avviene sul fondo del vallone. Nota storica: Osservando la Becca France dalla zona di parcheggio non si può fare a meno di notare una specie di grande avvallamento simile ad un cratere. Questa forma è dovuta ad un vero e proprio crollo della montagna che in passato doveva essere alquanto più alta. Il 6 luglio del 1564 una grande porzione della becca si staccò, causa un forte accumulo d'acqua nel sottosuolo, travolgendo l'abitato di Tora e provocando la più tragica frana che abbia mai colpito la Valle d'Aosta. Tora, per l'epoca, era un grande paese sorto sull'antichissima via di comunicazione che collegava l'Alta Valle d'Aosta al Vallese tramite il Colle Finestra, tra Mont Fallère e Mont Vertosan, la Valle di Flassin e il Colle del Gran San Bernardo. Il paese, che la leggenda dice di oltre 500 abitanti e con ben dodici mulini, fu spazzato via senza alcun preavviso da parte della montagna e lasciò una sola famiglia superstite. La frana raggiunse e danneggiò la piana di Sarre. Un lago si generò a valle del punto dove era stata Tora e rimase fin a metà del 1800 quando franò a sua volta e comportò ulteriori danni a Sarre.
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