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GRAND
SERTZ 3552 m 29
e 30 aprile 2006
Località
di partenza : Rifugio Vittorio Sella al Lauson (2584 m)
Dislivello
1°
giorno: Valnontey
(1666 m) Rifugio Sella 916 m.
Dislivello
2°
giorno: 968
m
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Tempo
di salita dal rifugio : 3 ore e 30'
Difficoltà
: F+
Attrezzatura:
racchette da neve corda, imbrago, piccozza, ramponi, casco, un cordino, due moschettoni.
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Posteggiamo
la vettura nell'ampio parcheggio di Valnontey, attraversiamo il largo
ponte sul torrente e risaliamo il breve tratto di strada asfaltata che
conduce all'inizio del sentiero a sinistra del giardino botanico. |
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Seguiamo
l'ampia e facile mulattiera reale che sale al Rifugio fino a dove una
transenna ci obbliga, per discutibili motivi di sicurezza, a lasciare la
comoda via di salita e ad attraversare il torrente su di un ponte in
legno.
Il sentiero diviene meno agevole, passa per gli Alpeggi del
Tramouail e sale per un lungo tratto sulla destra orografica del
torrente Lauson. |
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Nella
parte alta, fortunatamente, il tracciato riattraversa il torrente e torna
sulla mulattiera reale. In
primavera, con ambiente innevato, bisogna invece rimanere sulla destra
orografica e passare per gli Alpeggi del Grand Lauson. |
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Al
rifugio siamo subito accolti con la proverbiale cordialità e
professionalità dei gestori.
Un
bel pomeriggio di sole ed un'ottima cena concludono la giornata.
Di
notte mi alzo un paio di volte e il cielo limpido e stellato mi
rassicura sulla meteo della mattina seguente
Sveglia
alle cinque, colazione e partenza alle sei.
Le
prime luci e l'ambiente ben innevato consentono un'ottima visibilità.
Risaliamo
con le racchette da neve, verso ovest, il ripido dosso sormontato
da un evidente grande ometto in pietre e lo aggiriamo sulla destra.
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Superiamo
con un'ampio giro in senso orario la conca, che ci si presenta dietro il
dosso, e risaliamo sulla morena che scende dal pianeggiante Ghiacciaio
del Lauson.
Nei
pressi di due evidenti grossi massi, decidiamo di mettere i ramponi e di
legarci.
Il
ghiacciaio non è pericoloso ed è molto innevato ma sempre ghiacciaio
è.
I
ramponi sono necessari perchè la pendenza aumenta considerevolmente nel
tratto che collega il ghiacciaio del Lauson con quello di Gran Val.
Con
il ritiro dei ghiacciai, in estate, questo tratto è divenuto piuttosto
difficile: il ghiaccio misto a pietre rende l'attraversamento disagevole
e pericoloso.
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Per questa ragione è bene non programmare l'ascensione
oltre i primi di giugno.
Arrivati
sul Grand Val la salita riprende con minore pendenza e in poco più di
un'ora siamo alla base della vetta rocciosa.
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Con
le rocce innevate, come le abbiamo trovate, è bene procedere con i
ramponi e la piccozza restando legati e passando di tanto in tanto la
corda su qualche spuntone di roccia.
La
salita è semplice ma richiede attenzione in quanto l'esposizione non è
da sottovalutare.
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Giunti
sotto l'ultimo ripido risalto roccioso lasciamo la piccozza e
arrampichiamo per gli ultimi metri.
La
nuova croce metallica, a differenza della precedente, è più robusta e
consente di posizionare un cordino e un moschettone per la sosta
in sicurezza.
La
vetta è costituita da un lastrone con spazio per poche persone così le
varie cordate sono obbligate ad attendere e salire a turno.
Il
panorama è grandioso e comprende le principali vette della Valle ed
anche alcuni
colossi svizzeri della zona di Zermatt come la Dent Blanche.
Più
vicino danno spettacolo le montagne del Parco del Gran Paradiso e la
vicina arcigna piramide dell'Herbetet.
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