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PUNTA ROSSA della GRIVOLA 3630 m 22 e 23 agosto 2003
Partenza: Cretaz (Cogne) 1499 m Base: Rifugio Vittorio Sella al Lauson 2584 m Tempo di salita: 4 h al rifugio e 4 ore alla vetta. Dislivello primo giorno 1085 m Dislivello secondo giorno 1046 m La gita qui descritta è un ampio anello con partenza e arrivo a Cretaz e comprende la salita all'aguzza punta dell'Ouille (2521 m) che domina Cogne. Il Rifugio viene raggiunto attraverso l'aereo ed a tratti esposto sentiero dell'Herban. Il Rifugio Vittorio Sella può essere più agevolmente raggiunto in poco più di 2 ore da Valnontey (Cogne).
Quest'anno le condizioni meteo sono state oltremodo favorevoli ed anche per i prossimi due giorni le condizioni sono improntate al bello stabile. Lasciamo la vettura al ponte sulla Grand Eyvia, a monte di Cretaz e seguendo le indicazioni delle paline, sentiero 26, ci avviamo verso sud ovest. Ben presto entriamo nel bosco dove il sentiero, bello ma a tratti ripido, si innalza verso gli alpeggi di Les Ors (1 ora). Presso questi alpeggi il nostro tracciato si congiunge con quello proveniente dall'abitato di Cogne. Facciamo una breve sosta ristoratrice e riprendiamo il cammino nel bosco ora meno fitto. Poco più avanti lasciamo sulla destra il sentiero 26 a) che conduce alla Casa delle Guardie del Pousset e proseguiamo in mezza costa sulla traccia 26 b inoltrandoci ne Vallone di Vermiana. Sulla nostra sinistra si evidenzia sempre più l'erto intaglio del Colle dell'Ouille e più in basso, gli alpeggi di Vermiana. Dovendo raggiungere il Colle sembrerebbe logico scendere agli alpeggi e risalire il costone opposto, ma ciò è sconsigliabile in quanto molto più faticoso che non seguire il sentiero 26 b) e c). Il nostro percorso risale quindi ancora il vallone e si innalza sulla destra con alcuni tornanti, in una zona arida e senza piante. La direzione 26 c) non così evidente ma comunque segnalata su di una pietra, si stacca a sinistra e si avvia in direzione di una evidente sopraelevazione alberata posta in mezzo al vallone. Raggiunta la montagnola il sentiero scende per un brevissimo tratto al torrente e risale sul versante opposto in direzione del Colle dell'Ouille. Nel primo tratto di salita dopo il torrente, anche in un anno di siccità come questo, troviamo una fresca sorgente che scende dalle pendici del Monte Herban. E' bene approfittarne dato chè da qui al Rifugio Sella non si troveranno più fonti d'acqua. Il sentiero si innalza ora deciso a tornanti sempre più ravvicinati sul conoide franoso che porta allo stretto accesso al colle. L'ambiente è oppresso dalle erte pareti rocciose circostanti e in particolar modo dalla nord ovest dell'Ouille. Sbucati al Colle il panorama cambia radicalmente e da un aereo terrazzo erboso possiamo allargare lo sguardo dal Vallone di Grauson, all'abitato di Cogne, alla Valnontey (1h e 30 da Les Ors) La salita all'Ouille, sormontata da una piccola croce, richiede un qurto d'ora circa ed è più facile di quanto appaia vista dal colle. Seguiamo quindi la traccia di sentiero che si stacca dal colle in direzione dell'aguzza puntina e la aggiriamo in senso antiorario. La vetta si può raggiungere attraverso un ripido canalone erboso che si stacca a sinistra o aggirandola ulteriormente e risalendo, con l'abitato di Cogne alle spalle, l'ampia cresta di roccia e sfasciumi. Ritornati al colle pranziamo e ci godiamo un pò il caldo sole e la piacevole brezza. Il sentiero che porta dal Colle verso il Rifugio Sella è un sentiero per escursionisti esperti o comunque per persone che non soffrano di vertigini e non è assolutamente adatto ad essere percorso con bambini. La traccia è sempre buona ma richiede attenzione e, in alcuni punti, un passo deciso e sicuro. Il tracciato in un continuo avvincente e panoramico saliscendi ci porta in circa 1h e 30' al bel rifugio Vittorio Sella dove l'amico Jean Mapelli ci accoglie con la sua solita cordialità e gentilezza. Ci sistemiamo in una cameretta del rifugio vecchio e poi ci godiamo lo splendido, assolato e limpidissimo pomeriggio gironzolando nei dintorni erbosi del Rifugio. Roberto e Gaby fanno una capatina al laghetto del Lauson, meta, alla sera di stambecchi e camosci. Sandro, che non aveva avuto la possibilità di unirsi a noi al mattino, partito da Valnontey, ci raggiunge. Ora siamo in sei. Finalmente arriva l'ora della cena e la sala del rifugio si anima di chiacchiere e risate dei numerosi escursionisti presenti. Come sempre nelle tavolate si conoscono altre persone e si scambiano informazioni ed opinioni. Con il tramontare del sole, la temperatura è scesa a picco e, dopo aver guardato le prime stelle che si accendono nel cielo terso, ci ritiriamo per il meritato riposo. Sveglia alle 5 e 30, colazione e poi via nella limpida alba con il sole ancora nascosto dietro i costoni ad est. L'ampia mulattiera reale risale il vallone del Lauson verso ovest e attraversa ampi dossi prativi dove il sole ci raggiunge. Numerosi stambecchi pascolano tranquillamente e non ci degnano di uno sguardo. Dopo circa mezz'ora, passato un ponticello, lasciamo a sinistra la diramazione per il Col Lauson e ci innalziamo con parecchi tornanti verso il Colle della Rossa. Attraversiamo un bella cascata che presenta alcuni tratti gelati, cosa che pare impossibile vista l'estate torrida che stiamo vivendo. Giungiamo ad un terrazzo roccioso dove lasciamo sulla sinistra la diramazione che sale al ripidissimo canalino del Colle della Nera e in breve con poche svolte siamo al Colle della Rossa (3195 m e 1h e 45' dal rifugio). Facciamo una sosta e ammiriamo il panorama verso il Grand Sertz e l'Herbétet. Il sentiero muta fisionomia e con un'ampio giro orario risale il costone di sfasciumi passando sotto l'erta parete est della Rossa e giunge al versante nord est in una zona detta Spalla della Rossa. Da qui è possibile vedere la ripidissima parete est della Grivola che si innalza per oltre 700 m dal ghiacciaio del Trajo. Sono inoltre visibili il Cervino, il Combin e il gruppo del Rosa. Al di là del ghiacciaio sulla Cresta che porta dalla Grivoletta alla Grivola si può individuare con qualche difficoltà il piccolo Bivacco Balzola al Col des Clochettes. Più in basso, proprio sotto la spalla ai margini del ghiacciaio è ben visibile il Bivacco Gratton. Il percorso è qui individuabile anche con l'aiuto di "ometti" di pietre e ritorna dalla Spalla verso l'ampia cresta nord est che si risale agevolmente fino alle roccette che costituiscono la vetta. Prima di spaziare su di un panorama grandioso, l'occhio viene attratto da un'orrenda riproduzione della Lanterna di Genova inopportunamente cementata sulla vetta, in prossimità di una croce metallica. Oltre a quanto visibile dalla Spalla , si può ora vedere il Gran Paradiso e la testata della Valnontey con il Gran San Pietro e il Gruppo degli Apostoli. Ritorno: Per chi avesse scelto di salire al rifugio Sella da Valnontey, il ritorno deve avvenire per la via di salita. Per noi invece resta da percorrere la seconda parte dell'anello necessaria per tornare a Cretaz Ritornati quindi sulla Spalla ci teniamo sulla destra e per sfsciumi e "ometti" raggiungiamo una ripida pietraia allla base della quale è posto il bivacco Gratton. La pietraia non ha sentiero e va percorsa scendendo tra i sassi a lume di naso senza spostarsi troppo a destra. Il Bivacco sta comunque lì ad indicarci la direzione. Una sosta al Bivacco per il pranzo ci consente di ammirare ancora una volta la grande parete della Grivola e la cresta della Rossa appena percorsa. Dal Bivacco il nostro sentiero, ora ampio e ben segnalato, scende verso il costone del Pousset e si ricongiunge a quello che scende appunto da questa montagna. Tra svolte e dossi si scende il selvaggio Vallone di Vermiana dove è facile incontrare grandi branchi di stambecchi e camosci. Ne vediamo parecchi anche a distanza molto ravvicinata e le marmotte non le notiamo neanche più. Passiamo ai casolari del Pousset Superiori e dopo un dosso roccioso scendiamo ad attraversare il torrente, quindi risaliamo alla Casa dell Guardie. Sul fianco della costruzione c'è una fontanella che nel caldo del pomeriggio ci da ristoro. Scendiamo di nuovo, questa volta nel bosco e ritroviamo il sentiero di ieri che, transitando per gli alpeggi di Les Ors ci riconduce a Cretaz.
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