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RIFUGIO WALTER BONATTI 2025 m (Val Vény-Courmayeur)
26 ottobre 2003
Le gite con racchette da neve presentano molto spesso la stessa tipologia di rischio da valanga delle gite scialpinistiche con l'aggravante che la velocità di attraversamento di zone pericolose avviene con tempi molto più lunghi e sollecitando molto di più il manto nevoso rispetto allo sci. E' assolutamente indispensabile, perciò, consultare sempre il bollettino valanghe e rinunciare in caso di pericolo superiore a 2. E' inoltre indispensabile la dotazione di ARVA, radio o telefonino, pala, sonda e pila per l'autosoccorso. In ultimo, ma non meno importante, non intraprendere mai escursioni da soli.
Quest'anno, una precoce nevicata ha consentito di avere un discreto innevamento ben prima dell'apertura della pista di fondo della Val Ferret. E' stato così possibile raggiungere in macchina La Vachey e fare una visitina al Rifugio Bonatti in livrea invernale. Se si vuole salire in macchina fino alla Vachey, questa escursione deve essere fatta a fine ottobre o a fine stagione, quando la pista di fondo è chiusa. L'alternativa è quella di partire da Plampincieux ma il tempo di percorrenza si allunga di oltre un'ora all'andata un'altra ora abbondante al ritorno. Per abbreviare notevolmente i tempi i percorrenza di questo lungo tratto in piano (circa 5 km) si può raggiungere l'attacco del sentiero del Malatrà, poco oltre La Vachey, con gli sci da fondo e poi calzare le racchette. In questo caso bisogna mettere in conto il costo del biglietto di ingresso alla pista di fondo. Dalla Vachey saliamo, in direzione nord est, i due tornanti della strada-pista di fondo e arriviamo al ponte sul torrente del Malatrà. Qui la segnaletica ci invita a prendere il largo sentiero che si inoltra, a destra , nel bosco lungo il torrente (foto 1) e sale a tornanti. Gli scorci sul Bianco (foto 2) e sul fondo valle sono sempre suggestivi anche per chi frequenta spesso la zona. La limpida luce del mattino autunnale, la neve e la morsa del gelo danno al paesaggio un aspetto irreale da "effetti speciali". Man mano che si sale la vegetazione diviene più rada e sparisce proprio dove la pendenza del costone si fa più dolce. Lo sguardo può spaziare fino alla Val Vény e al Col de la Seigne (foto 3). In poco più di un'ora da La Vachey, raggiungiamo il Bellissimo e moderno Rifugio Walter Bonatti (foto 4,5,6), eccellente esempio di come si possa costruire una efficiente struttura moderna senza prendere a calci il paesaggio cosa, quest'ultima, troppo spesso rilevabile in Valle d'Aosta. Il panorama sul Bianco e le Jorasses è splendido. (foto 4 e 10). Saliamo fino all' alpe superiore di Gioè (foto 8), circa mezz'ora sopra il rifugio, poi rientriamo a pranzare nel bel locale invernale (foto 9). Pareva impossibile fino a mezz'ora fa ma il tempo volge rapidamente al brutto e ci consiglia una veloce ritirata strategica (foto 11). |