GRANDE ASSALY 3174 m 28 e 29 agosto 2004

Località di partenza : La Joux (La Thuile)  1650 m  

Rifugio Deffeyes 2494 m

Dislivello:  primo giorno 844 m + secondo giorno 680 m.

Tempo di salita: 2 ore e 30' al rifugio e 3 ore e 30' alla vetta

Difficoltà : alpinistica PD+ ultimo tratto 2°gr.+

 

   MAPPA 3D

 

Attrezzatura: ramponi, piccozza, imbragatura, corda, un anello di cordino, due moschettoni, casco.

La Grande Assaly si innalza arcigna sulla sinistra orografica del ghiacciaio del Rutor sul confine con la Francia.

In patois l'assaly o arsalé è il sorbo.

Il  dislivello di soli 680 m non deve trarre in inganno sull'impegno dell'escursione in quanto l'avvicinamento risulta alquanto lungo e faticoso.

Non essendovi ponti, il percorso prevede di superare l'impetuoso torrente sulla lingua finale del ghiacciaio del Rutor oppure su di un ponte tirolese composto da due funi metalliche sovrapposte (una per i piedi e l'atra per le mani) 

tese tra due pareti di roccia sopra una spumeggiante cascata.

Chi scegliesse il ponte tirolese deve assolutamente affrontarlo con l'imbragatura e un cordino con moschettone di sicurezza in quanto una caduta non lascerebbe scampo.

Il ponte fa risparmiare circa un quarto d'ora ma se il gruppo di persone è numeroso sicuramente è conveniente salire fino alla lingua del ghiacciaio e calzare i ramponi.Attraversato il corso d'acqua, seguendo ometti e tracce di sentiero, ci si porta all'attacco di un evidente canalone che scende dal ghiacciaio compreso tra la Grande Assaly e la Punta Loydon.

Risalire le pietraie sul lato dell'Assaly e appena possibile calzare i ramponi, legarsi in cordata e portarsi sul ghiacciaio.Questo è inizialmente piuttosto ripido ma in breve diviene ben praticabile.Con qualche deviazione per evitare i crepacci più grandi, si giunge ai 3036 m del Col de l'Assaly (2h e 30' - 3 h dal rifugio).

Lasciati piccozza e ramponi attaccare la cresta prima su grandi massi  e poi su roccette sempre più ripide .Si perviene all'unica difficoltà rappresentata da un breve canalino e da un diagonale che porta sul versante francese.

E' l'unico tratto esposto che richiede un  attento uso delle mani.

La roccia è comunque molto buona ed  offre appigli solidi di grandi dimensioni che rendono il passaggio divertente.

A parte l'esposizione la difficoltà tecnica è di 2° grado.

In discesa è comunque possibile fare sicurezza alla cordata utilizzando un anello di cordino o fettuccia passato su spuntoni di roccia solida.

Seguire poi ometti e tracce fino alla parte sommitale della cresta meno inclinata e composta da   placche e grossi massi 

che agevolano la salita.

Il panorama è stupendo e passa dal vicino bacino del Rutor al massiccio del Bianco.

 

 

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