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In
patois l'assaly o arsalé è il sorbo.
Il
dislivello di soli 680 m non deve trarre in inganno sull'impegno
dell'escursione in quanto l'avvicinamento risulta alquanto lungo e
faticoso.
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Non
essendovi ponti, il percorso prevede di superare l'impetuoso torrente
sulla lingua finale del ghiacciaio del Rutor oppure su di un ponte
tirolese composto da due funi metalliche sovrapposte (una per i piedi e
l'atra per le mani)
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tese tra due pareti di roccia sopra una spumeggiante
cascata.
Chi
scegliesse il ponte tirolese deve assolutamente affrontarlo con l'imbragatura
e un cordino con moschettone di sicurezza in quanto una caduta non
lascerebbe scampo.
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Il
ponte fa risparmiare circa un quarto d'ora ma se il gruppo di persone è
numeroso sicuramente è conveniente salire fino alla lingua del
ghiacciaio e calzare i ramponi.Attraversato
il corso d'acqua, seguendo ometti e tracce di sentiero, ci si porta
all'attacco di un evidente canalone che scende dal ghiacciaio compreso
tra la Grande Assaly e la Punta Loydon. |
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Risalire
le pietraie sul lato dell'Assaly e appena possibile calzare i ramponi,
legarsi in cordata e portarsi sul ghiacciaio.Questo
è inizialmente piuttosto ripido ma in breve diviene ben praticabile.Con
qualche deviazione per evitare i crepacci più grandi, si giunge ai 3036
m del Col de l'Assaly (2h e 30' - 3 h dal rifugio).
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Lasciati
piccozza e ramponi attaccare la cresta prima su grandi massi e poi
su roccette sempre più ripide .Si
perviene all'unica difficoltà rappresentata da un breve canalino e da
un diagonale che porta sul versante francese.
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E'
l'unico tratto esposto che richiede un attento uso delle mani.
La
roccia è comunque molto buona ed offre appigli solidi di grandi
dimensioni che rendono il passaggio divertente.
A parte l'esposizione la difficoltà tecnica
è di 2° grado.
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In
discesa è comunque possibile fare sicurezza alla cordata utilizzando un
anello di cordino o fettuccia passato su spuntoni di roccia solida.
Seguire
poi ometti e tracce fino alla parte sommitale della cresta meno
inclinata e composta da placche e grossi massi
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che agevolano
la salita.
Il
panorama è stupendo e passa dal vicino bacino del Rutor al massiccio
del Bianco.
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